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Un'esplosione stellare in 3D

Ricercatori dell'ESO sono riusciti a ricostruire per la prima volta in 3D, la ricostruzione della propagazione asimmetrica del materiale centrale della stella.

Utilizzando il Very Large Telescope (VLT) gli astronomi dell'ESO hanno ottenuto per la prima volta una visione tridimensionale di come si propaga il materiale più interno di una supernova durante la sua esplosione, avvenuta recentemente. I risultati dello studio sono in orso di pubblicazione sulla rivista Astronomy and Astrophysics.

L'esplosione iniziale non solo era potente ma, secondo i nuovi risultati, si concentrava in una direzione particolare. Ciò evidenzia la forte turbolenza caratterizzante la supernova, comprovando i modelli informatici più recenti.

A differenza del Sole, che morirà piuttosto tranquillamente, le stelle massicce che al termine della loro breve vita esplodono come supernove, scagliando intorno a sé una quantità enorme di materiale. La supernova 1987A (SN 1987A), nella Grande Nube di Magellano, osservata nel 1987, è stata la prima supernova visibile ad occhio nudo osservata da 383 anni. La sua relativa vicinanza, ha reso possibile studiare l'esplosione di una stella massiccia e le sue conseguenze in modo più dettagliato rispetto al passato.

SN 1987A 78 ha permesso di ottenere alcuni importanti 'primati', come la rivelazione di neutrini prodotti dal collasso stellare nucleo interno che innesca l'esplosione, la localizzazione su lastre fotografiche d'archivio della stella prima che esplodesse, i segni di un'esplosione asimmetrica, l'osservazione diretta degli elementi radioattivi prodotti durante l'esplosione, l'osservazione della formazione di polvere nel supernova, così come l'individuazione di materiale interstellare e circumstellare.

Nuove osservazioni che hanno fatto uso di uno strumento unico, SINFONI (Spectrograph for INtegral Field Observations in the Near Infrared), montato sul VLT ha permesso di approfondire lo straordinario evento. Gli astronomi sono stati così in grado di ottenere, per la prima volta in 3D, la ricostruzione di come la parte centrale del materiale si è propagata nell'esplosione.

Questo ha permesso di provare come l'esplosione sia stata più forte e più veloce in alcune direzioni rispetto ad altre, producendo una forma irregolare con alcune parti più allungate nello spazio.

Questo primo materiale può essere espulso all'incredibile velocità di 100 milioni km/h, un decimo della velocità della luce. Nonostante questa velocità, ci sono voluti 10 anni per raggiungere l'anello preesistente di gas e polveri prodotti dalla stella morente. Le immagini mostrano inoltre una nuova ondata di materiale in viaggio dieci volte più lentamente, riscaldata dagli elementi radioattivi creati nell'esplosione.
 
Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it

 

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