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Nuova classificazione per lo "zoo" delle galassie

Molte galassie ellitiche sarebbero molto più strettamente legate a quelle a spirale di quanto si pensasse.

Grazie a un'analisi dei dati del survey di ATLAS3D Project un gruppo di ricercatori diretto da Michele Cappellari, dell'Università di Oxford, è arriva to alla conclusione che il modo in cui le galassie sono state classificate per decenni andrebbe rivisto.

Gli astronomi attualmente classificano le galassie utilizzando uno schema "a diapason" ideato da Edwin Hubble a metà degli anni 1920: il manico è formato dalle galassie ellittiche dotate di una rotazione molto lenta, mentre i due rebbi sono costituiti rispettivamente dalle galassie a spirale e dalle galassie a spirale barrata, dotate di una rotazione molto più rapida.

Per la loro indagine - in corso di pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society - i ricercatori hanno esaminato 260 galassie non a spirale dell'universo vicino: "Abbiamo suddiviso ogni galassia in base a una griglia, rilevando gli spettri per ogni singola sezione", ha detto Cappellari. "Analizzando questi spettri se ne può misurare il red-shift, o il blu-shift, di ogni sezione."

Se un'area mostra un red-shift, si sta allontanando da noi, se mostra un blu-shift, ci viene incontro. Se un braccio di una galassia è spostato verso il rosso e l'altro è spostato verso il blu, la galassia deve essere a rotazione, e se ne può misurare la velocità.

Ciò che ha sorpreso Cappellari e i suoi colleghi è stato che il 66% delle galassie precedentemente classificate come ellittiche, sulla base di  ATLAS3D ha mostrato di essere animata da una rapida rotazione. Queste galassie possono cioè essere più strettamente legate a quelle a spirale di quanto si pensasse. "Riteniamo che il nostro risultato potrebbe riscrivere il modo in cui sono scritti libri di testo sulla struttura delle galassie."

"Due terzi di queste galassie non sono essenzialmente diverse da spirali che hanno perso gas e polveri: sono spirali 'nude' ", spiega Cappellari. "Una frazione così grande non è qualcosa che si possa ignorare, e chiede un cambiamento significativo della nostra comprensione della formazione delle galassie."

L'immagine della forcella di Hubble potrebbe essere sostituito da quella di un "pettine", con un manico costituito da galassie non a spirale in ordine di velocità di rotazione - dalle più lente alle più veloci - e tre "denti" collegati al manico attraverso le loro cugine "nude" a rapida rotazione.

Per confermare la loro ipotesi, Cappellari e colleghi hanno in programma di aumentare la dimensione del campione esaminato di un fattore 100.

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it

 

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