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Marte ospitava un grande oceano

I delta di antichi fiumi che ne disegnano i confini rappresentano i siti ideali per cercare tracce di una eventuale vita passata

Tre miliardi e mezzo di anni fa un vasto oceano copriva un terzo della superficie di Marte: è quanto risulta da una ricerca condotta dall'italiano Gaetano Di Achille e con i colleghi dell'Università della California Boulder, che illustrano come sono riusciti a giungere a questa conclusione in un articolo pubblicato su Nature Geoscience.

Negli ultimi vent'anni l'ipotesi di un antico oceano marziano è stata più volte avanzata e contestata, ma questo è il primo lavoro che fornisce un solido supporto alla tesi.

Lo studio è infatti il primo che integra differenti tipi di dati ottenuti nel corso delle missioni NASA ed ESA, e in particolare una dettagliata analisi topografica del suolo.

Più della metà dei 52 depositi dei delta degli antichi fiumi identificati dai ricercatori si trovano alla stessa altezza, disegnando i confini del presumibile antico oceano. L'oceano avrebbe ricoperto all'incirca il 36 per cento della superficie del pianeta, con una massa d'acqua corrispondente a un volume di 124 milioni di chilometri cubi, ossia circa un decimo di quello occupato dagli oceani terrestri.

Oltre all'oceano doveva esserci anche una serie di grandi laghi, formatisi per lo più all'interno di crateri da impatto. Un secondo studio dello stesso gruppo di ricerca, illustrato in un articolo sul Journal of Geophysical Research - Planets, a prima firma Brian Hynek, ha inoltre identificato 40.000 valli scavate da fiumi, il quadruplo di quelle precedentemente trovate.

"Complessivamente, questi dati corroborano le attuali teorie sulla formazione di un antico oceano su Marte e implicano che le condizioni della sua superficie abbiano permesso la formazione di una idrosfera globale e attiva, in cui reti di valli, delta e il grande oceano erano componenti di un ciclo idrogeologico integrato simile a quello terrestre", hanno osservato Di Achille e Hynek.

"Sulla Terra i delta e i laghi sono eccellenti collettori e preservatori dei segni della vita passata", ha concluso Di Achille. "Se mai la vita è sorta su Marte, i delta possono essere la chiave per svelare il passato biologico di Marte.

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it

 

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