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Le strane bizze del buco nero al centro di Andromeda

Dopo un periodo di quiete eccezionale, improvvisamente è divenuto centinaia di volte più brillante suggerendo l'emissione di un burst di raggi X

I risultati di una ricerca sull'inaspettato comportamento del buco nero al centro della galassia di Andromeda sono stati presentati da Zhiyuan Li dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) di Cambridge (Massachusetts) all'annuale convegno della American Astronomical Society in corso a Miami.

Secondo le attuali teorie, la gran parte delle galassie contiene al proprio centro buchi neri milioni di volte più massicci del Sole. A una distanza di appena tre milioni di anni luce da noi, Andromeda, chiamata anche M31, fornisce l'opportunità di studiare in dettaglio il suo buco nero.

Come quello al centro della Via Lattea, il buco nero di Andromeda, noto come M31, è sorprendentemente tranquillo ed emette una radiazione X da 10 a 100 volte inferiore a quello che ci si aspetterebbe sulla base delle nubi di gas che lo circondano.

"I buchi neri al centro della Via Lattea e di Andromeda sono incredibilmente flebili", ha osservato Zhiyuan Li. "Questi due 'anti-quasar' rappresentano per noi dei laboratori del tutto speciali per studiare alcuni dei più deboli tipi di accrescimento mai visti per un buco nero supermassiccio."

Lo studio condotto sui dati raccolti dal telescopio spaziale Chandra nel corso di un decennio ha rivelato che M31 è rimasto in uno stato di quiete eccezionale fino al 2006, quando - il 6 gennaio - è divenuto improvvisamente centinaia di volte più brillante suggerendo l'emissione di un burst di raggi X. Si trattava della prima osservazione di un fenomeno di questo genere in un buco nero supermassiccio nell'universo locale.

Successivamente M31 è tornato in uno stato di quiete, con una luminosità comunque 10 volte superiore a quella avuta in media prima del 2006.

"Abbiamo alcune idee su che cosa sia successo nelle immediate vicinanze del buco nero di Andromeda, ma la verità è che di fatto non lo sappiamo nei dettagli", ha aggiunto Christine Jones, che ha partecipato allo studio.

La luminosità maggiore successiva al 2006 potrebbe essere stata provocata dalla cattura da parte di M31 di venti stellari provenienti da una stella transitata in prossimità o da una nube di gas che ha iniziato a spiraleggiare verso di esso.

La causa della più intensa, breve emissione dell'inizio 2006 appare invece meno chiara, ma potrebbe essere stata dovuta a un improvviso rilascio di energia forse legato, ipotizzano i ricercatori, alla fusione di diversi campi magnetici nel disco di accrescimento che lo circonda i quali, connettendosi, sono divenuti molto più potenti. "E' importante riuscire a capire che cosa sia avvenuto perché l'accrezione di materia su questi buchi neri è uno dei processi fondamentali che governa l'evoluzione delle galassie".

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it

 

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